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La Corte Suprema degli Stati Uniti boccia i dazi di Trump

La Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha bocciato i dazi che il presidente Donald Trump aveva imposto a innumerevoli paesi UE. Trump: “Ho un piano di riserva”.

Perché la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato i dazi?

I dazi, che il presidente Trump aveva imposto, non possono essere imposti con una legge prevista per le emergenze nazionali; questa la sentenza che ha avuto 6 voti a favore e 3 contrari. Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, l’autorità di emettere tasse e dazi è delegata al Congresso e non al presidente.

Quali dazi aveva imposto il presidente?

Dal suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025 (Secondo Mandato), ha implementato una nuova ondata di tariffe: 

  • Dazi Universali: Ha introdotto una tariffa globale di base del 10% su quasi tutte le importazioni.
  • Inasprimento su Acciaio e Alluminio: I dazi su questi metalli sono stati portati al 50% nel corso del 2025.
  • Target Specifici (Cina, Messico e Canada):
    • Cina: Tariffe aggiuntive che portano il totale spesso oltre il 20% (con picchi storici del 125% su alcune merci).
    • Messico e Canada: Minacciati inizialmente con il 25% per questioni legate a immigrazione e narcotraffico, hanno ottenuto brevi esenzioni o pause strategiche.
  • Unione Europea e Italia: I dazi generali sui prodotti europei sono stati fissati al 15% (in vigore da agosto 2025). In alcuni casi, con l’aggiunta di tariffe reciproche, il prelievo totale può raggiungere il 20%.

Con la suddetta sentenza la Corte Suprema degli U.S.A. ha bocciato questi dazi del presidente Trump.

Cos’avrà in mente ora Trump?

Ecco la strategia immediata che Trump ha messo in atto per aggirare la sentenza:

  • Nuovo “Dazio Globale” del 10%: Pochi minuti dopo la sentenza, Trump ha firmato un ordine esecutivo per imporre una nuova tariffa del 10% su tutte le importazioni (Il Sole 24 Ore). Questa volta ha invocato la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che permette al Presidente di agire per correggere gravi squilibri nella bilancia dei pagamenti (NYT).
  • Limite di 150 giorni: Questo nuovo dazio ha però un limite legale di 5 mesi. Per estenderlo oltre luglio 2026, Trump dovrà ottenere l’approvazione del Congresso, dove la sua maggioranza repubblicana è risicata e divisa (Bloomberg).

L’impatto sull’Italia: vino e moda sotto scacco

La “guerra dei dazi” ha colpito duramente le eccellenze italiane. Con tariffe generali salite al 15% (e picchi del 20%), i settori più esposti sono:

  • Agroalimentare: Il vino italiano, che prima godeva di tariffe minime (circa il 3%), ha visto i costi di ingresso negli USA quintuplicarsi. Questo penalizza colossi come il Prosecco e i rossi toscani, favorendo la concorrenza locale californiana.
  • Moda e Lusso: Pelletteria, calzature e abbigliamento di alta gamma risentono dell’aumento dei prezzi finali nelle boutique di New York e Los Angeles, rischiando una contrazione delle vendite in uno dei mercati più redditizi al mondo.
  • Meccanica strumentale: Molte aziende del Nord Italia che esportano macchinari industriali si trovano ora a competere con prezzi gonfiati dalle tariffe, mettendo a rischio ordini già programmati per il 2026.

21-02-2026 TrueFinance.it

Questo contenuto ha finalità puramente informative e non rappresenta un consiglio di investimento.