Che il Giappone sia da sempre uno dei posti più belli e suggestivi da visitare è cosa ormai nota. Ma dal punto di vista finanziario, cosa sta accadendo nel paese del sol levante? C’è davvero il rischio che il Giappone provochi una crisi finanziaria globale?
Come tutto ha avuto inizio?
Negli ultimi 30 anni il Giappone ha delineato una politica monetaria molto controversa e discussa. Tale politica ha avuto inizio con l’ascesa al comando del l’ex premier giapponese Shinzo Abe. Egli vince le elezioni del 2012 con il partito liberal democratico grazie alla sua nuova strategia economica: ABENOMICS.
Cos’e l’ ABENOMICS?
L’ABENOMICS è una strategia economica che si basa su tre principi fondamentali:
- Politica monetaria molto espansiva.(1)
- Politica fiscale espansiva.(2)
- Attuazione di forti riforme strutturali.(3)
Questa politica si è resa necessaria perché l’economia Giapponese già dal 1992, a seguito dello scoppio di una bolla finanziaria, risultava profondamente provata.
Per far ripartire l’economia dell’epoca si è reso necessario aumentare il debito pubblico così da stimolare la crescita dell’economia. Tale debito se rapportato al pil Giapponese nel 1992 era del 67%. Questo numero è però continuato a salire di anno in anno fino ad arrivare oggi al 230% Con stime per fine anno del 250% (anche grazie alla crisi del 2008 e alla pandemia 2019).
(1)-L’idea di Shinzo Abe per poter uscire da questa situazione era quella di prestare soldi alle banche locali tramite la banca centrale Giapponese con tassi dello 0% o addirittura negativi per far si che le banche locali li prestino a cittadini, investitori ed imprese con tassi molto vantaggiosi (inferiori all’1%).
(2)-Questo enorme flusso di denaro avrebbe dovuto fungere da stimolo all’economia, aumentando gli introiti sotto forme di tasse per il governo. Permettendo così di ripagare il debito accumulato.
(3) Attuazione di profonde riforme strutturali atte a evitare il ripetersi di quando accaduto in passato.
Questa strategia non ha funzionato come previsto, ma ha però contribuito a formare una nuova strategia di investimento: il CARRYTRADE.
Dunque a cos’è dovuto il rischio che il Giappone provochi una crisi finanziaria globale?
Cos’è il CARRYTRADE?
Il CarryTrade è una strategia d’investimento con la quale un individuo accede ad un prestito in YEN a tassi molto convenienti (zero%). In seguito converte il denaro in valuta Dollari o Euro e lo investe su strumenti finanziari abbastanza sicuri e redditizi come ad esempio le obbligazioni statali.
Questo flusso continuo d’investimenti è diventato importantissimo per tutto il mondo, poiché grazie ad esso si riusciva ad acquistare debito pubblico emesso da molti Paesi.
In poche parole un individuo acquistava obbligazioni emesse da altri Stati utilizzando un prestito acceso in Giappone a tasso zero. Quando queste obbligazioni scadevano ripagava il prestito e l’interesse guadagnato diventava il suo profitto.
Cos’è successo oggi?
Con l’ascesa al potere della nuova ministra Giapponese Sanae Takaichi e l’attuazione di una diversa politica monetaria, lo scenario è cambiato.
La nuova premier vuole uno Yen debole, cosi facendo il Giappone potrà esportare la propria tecnologia a prezzi più bassi nel resto del mondo. Di contro uno Yen debole causa un aumento dei costi delle importazioni e anche l’aumento dei tassi dei prestiti.
Così facendo, per i grandi investitori, non è più redditizio acquistare obbligazioni e quindi finanziare il debito mondiale.
La domanda nasce quindi spontanea: Chi acquisterà ora il debito mondiale?
14-02-2026 TrueFinance.it
Questo contenuto ha finalità puramente informative e non rappresenta un consiglio di investimento.






